La sfida del cambiamento nel mondo del lavoro raccontata dalla Chief HR Officer di MotorK Luisa Corvino

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«Un livello di energia ed entusiasmo sorprendente!». Questa la prima cosa che Luisa Corvino dice quando pensa a MotorK. Noi lo chiamiamo SparK, è l’idea della scintilla che accende il motore, proprio come MotorK illumina il settore automotive con la scintilla della digitalizzazione. Un concetto che rappresenta la ragione fondante delle nostre azioni, che ci guida, spinge, motiva e orienta nel nostro lavoro.

Da sempre impegnata su temi digitali, Luisa Corvino, studi in Economia all’Università Bocconi di Milano e un Executive Education Program a Harvard, è Chief HR Officer in MotorK dopo un importante percorso professionale in aziende dove l’innovazione tecnologica è stata costantemente all’ordine del giorno. Il suo è un punto di vista privilegiato per raccontarci come, in un mondo del lavoro in continuo cambiamento, abbiamo ridisegnato le relazioni e l’esperienza dei nostri SparKers – le persone di MotorK – sperimentando modalità operative in grado di conciliare le esigenze individuali con gli obiettivi di business dell’azienda.

Smart working, flessibilità, responsabilizzazione, networking, condivisione, allineamento sono diventate parole chiave nel lessico di MotorK e Luisa ne ha approfondito il significato nel corso della nostra chiacchierata.

Luisa Corvino, Chief HR Officer MotorK
Luisa Corvino, Chief HR Officer MotorK

COME HA REAGITO MOTORK ALLA PANDEMIA: UN NUOVO WORKPLACE DIFFUSO

Nel corso della fase più acuta dell’emergenza è stato necessario affrontare alcune sfide che hanno imposto un ripensamento importante delle modalità con cui eravamo abituati a svolgere le attività lavorative. «Il Covid-19 è stata un’esperienza imprevista, profonda e forte che ha accelerato in maniera decisiva alcuni processi di trasformazione già in atto da tempo in MotorK – dice Luisa – A chi mi chiede se lo smart working ha avuto un impatto negativo sulle performance operative rispondo con fermezza di no». Lavorando su scala internazionale, la comunicazione da remoto e le piattaforme di collaborazione erano già una realtà per il team. «Lo smart working ci ha permesso di assicurare la continuità del business, ci ha dato l’opportunità di ripensare in maniera produttiva i confini dell’azienda per attrarre e trattenere i migliori talenti e ci ha insegnato che la flessibilità organizzativa è un elemento critico di successo perché abilita la responsabilizzazione e, dunque, la crescita professionale dei team. Il percorso che abbiamo intrapreso proseguirà anche oltre l’emergenza sanitaria, ad esempio abbiamo a cuore il work-life balance dei nostri SparKers e continueremo a sperimentare nuove modalità di organizzazione del lavoro per cogliere i benefici della remotizzazione ma al tempo stesso preservare il valore delle relazioni professionali e informali in presenza».

Oggi la vera sfida per le Risorse Umane consiste nel saper guidare il cambiamento facendo leva soprattutto sulle skill trasversali. «Promuoviamo una cultura basata sulla pianificazione, sulla responsabilizzazione e sulla comunicazione, incoraggiamo la partecipazione attiva alla vita aziendale, ai processi decisionali e alla condivisione delle esperienze». Una strategia che si traduce in un’opportunità di crescita importante perché, come sostiene la Chief HR Officer di MotorK «la possibilità di seguire alcuni processi aziendali nella loro interezza e di lavorare in un contesto internazionale e multiculturale, contribuisce allo sviluppo di alcune soft skill essenziali per la crescita professionale – quelle che Luisa definisce “System Thinking” e “Intelligenza Sociale” – che portano le persone a considerare i problemi da punti di vista diversi, a individuare i nessi dei fenomeni osservati e a cercare soluzioni cogliendo le priorità logiche sulle quali intervenire». Anche grazie allo smart working, MotorK supera i concetti tradizionali di workplace e workforce. «Il nostro approccio al recruiting è definito da ciò che è davvero rilevante per MotorK: skills e attitudini, al di là della provenienza geografica. Un Frontend Developer, ad esempio, può vivere in Francia e collaborare efficacemente con il team e con i nostri clienti italiani. I driver prevalenti sono competenza, specializzazione e mindset». Certamente il ruolo delle sedi fisiche rimane strategico. «L’ufficio continuerà a essere un luogo di incontro e di brainstorming, uno spazio che promuove la cultura di squadra e l’innovazione».

Ufficio di MotorK a Milano
Ufficio di MotorK a Milano

CONTINUA IL PERCORSO DI CRESCITA DELL’AZIENDA: 100 NUOVI TALENTI SOLO NEL 2021

In MotorK nel 2021 abbiamo avviato un piano di recruiting di oltre 100 nuovi talenti in Europa entro la fine dell’anno per supportare la crescita del nostro business. «Vogliamo consolidare l’organizzazione introducendo in azienda profili in grado di portare competenze, esperienze e punti di vista nuovi e complementari a quelli già esistenti. L’obiettivo è duplice: aumentare la portata e la qualità delle nostre competenze tecniche e sviluppare il middle management che avrà un ruolo sempre più centrale nel processo di cambiamento, mediando tra vision strategica e operatività e fornendo guidance tecnico-organizzativa  ai propri team».

Qual è il differenziale di MotorK? «Il nostro “way of working”!  Siamo una realtà digitale, innovativa e internazionale – sottolinea Luisa – che non ha i limiti di una startup ma allo stesso tempo non presenta le rigidità di una multinazionale. Alcuni colleghi dicono che siamo una multinazionale  “a misura d’uomo». 

I nostri SparKers hanno un ruolo importante e rappresentano sempre la prima opzione anche nel processo di recruiting di MotorK. «Abbiamo ad esempio l’Employee Referral Program che premia i dipendenti quando segnalano candidati che superano il percorso di selezione ed entrano a far parte del nostro team. O ancora, l’Internal Move Program, un’opportunità per candidarsi, con priorità rispetto agli esterni, a un nuovo ruolo vacante e accelerare o diversificare il proprio percorso di crescita professionale restando comunque in azienda».

Abbiamo chiesto a Luisa in conclusione della nostra chiacchierata come immagina il profilo di uno SparKer. «Tenace, determinato e innovatore. Un vero agente del cambiamento che sostiene con energia la sua azienda per realizzare i cambiamenti in cui crede, confrontandosi con gli altri, superando le resistenze e mantenendo un atteggiamento aperto e costruttivo di fronte alle difficoltà». All’identikit condiviso da Luisa aggiungiamo una grande passione per il mondo dell’auto, il filo rosso che ci unisce ai nostri clienti e ci permette di guidare insieme a loro la rivoluzione digitale.

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